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Ora non ricordo se fosse autunno o primavera. Buffo, ci ricordiamo sempre dei particolari più insignificanti, magari del paio di scarpe che indossavamo, o cosa avevamo mangiato a pranzo o cose così, e poi non riusciamo a collocare gli episodi in un tempo preciso. Come se il passato si fondesse in un'unica grossa stagione, quella nebulosa e nostalgica del ricordo. La migliore, qualcuno ci vive pure, e tutti i giorni. Il treno era un interregionale, uno dei soliti, prima classe al centro, eccetera. Ho appoggiato la borsa tra i piedi (avevo un paio di scarpe da skateboard, certo che me lo ricordo) e mi sono lasciata morire contro la tendina sudicia del finestrino, tra gli acari e il sudore di quelli che ci dormono ogni mattina ed ogni sera,da anni (tra cui io).E proprio mentre lascio cadere la testa e penso a quanto sia sporca e puzzolente la tendina, ecco sento qualcosa di parecchio ruvido sulla mia guancia e subito immagino sia qualcosa di altamente nocivo o particolarmente schifoso e invece no, è un ricamo. Così si è palesata per la prima volta Melina, a me e alla mia amica. Tra il verde effeesse, proprio là, dimora degli acari, c'era un cuore, ecco cos'era il ricamo, un cuore o forse una emme. E c'era pure una stellina azzurra. E la scritta, Melina, un poco indecifrabile. Così abbiamo pensato, ma chi mai su un treno del genere, ma in generale su un treno, può mettersi a cucire una tenda? La risposta stava esattamente in quel cuore, è stato amore a prima vista. Da quel giorno in poi abbiamo iniziato a notare che Melina non migliorava esclusivamente il sonno dei pendolari, ma lasciava messaggi nei posti più impensati, o forse pensati da lei, questo non l'abbiamo ancora capito. Non più il solo nome, ba frasi, strofette, piccole poesie surreali e di ampia interpretazione. Chiunque sia, questa Melina, è qualcuno che ci fa sorridere e pensare, ci fa venire voglia di andare a cercarla e di regalarle un bel fiore e dirle grazie, perchè hai ricamato il tuo cuore sulla tenda di tutti, perchè scrivi sui nasi dei pagliacci dei cartelloni, perchè le tue rime non vogliono dire niente eppure hanno un significato. Perchè quando scendi dalla metro e ti senti un boa nella teca pensi, ora vedo due dei suoi versi e sono contenta, come quando tiri dalla sigaretta e si forma un cerchio di fumo, bello, tondo, perfetto che si alza e non può che essere presagio di buona sorte. Melina lascia i suoi messaggi, perchè noi li leggiamo. Perchè ci crede e sa che una metro è una metro, una tendina è una tendina e una stazione è una stazione, ma in tutto questo una persona non è necessariamente una persona, una persona è quello che vede, che interpreta, che scopre. Questo blog è per chi trova melina e con gli occhi assonnati fotografa i suoi messaggi, oppure ne prende nota oppure si fa una risata e basta. Non ci aspettiamo che qualcuno ci capisca, chi ha occhi per vedere. Ci siamo capiti.

Pubblicato il 27/2/2007 alle 19.32 nella rubrica Diario.

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